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°° Maltrattamento di animali acquatici nei supermercati Coop°°

C’è un momento in cui si può parlare delle cose positive dei supermercati Coop: il loro ampliare prodotti per l’alimentazione vegetariana, il loro interessamento per la tutela dell’ambiente e tanto altro. Arriva però anche il momento di mettere in luce i fattori negativi, quelli di cui non se ne parla mai o se ne parla troppo poco. Oggi pomeriggio mentre facevo acquisti in uno dei  supermercati Coop per l’appunto, ho speso qualche decina di minuti ad osservare nel reparto pescheria (o assassineria?) quei poveri animali distesi morti su un letto di ghiaccio con gli occhi ormai spenti. L’angoscia mi è aumentata nel vedere le anguille vive, segregate in un acquario, strette tra loro, intente a muoversi cercando una via d’uscita, come i compagni di disavventura granchi, anch’essi che si muovevano con le chele legate. La rabbia è salita quando, tra gli animali vivi esposti, ho constatato che alcuni di essi stavano morendo. Il mio sguardo è passato dai disumani in fila con quel cazzo di numerino azzurro in attesa di acquistare cadaveri marini, all’addetto della pescheria intento a togliere le squame ad un pesce per venderlo poi a due cinesi. “Non vedete che alcune anguille stanno morendo?” ho chiesto. L’uomo mi ha guardato senza rispondere, evidentemente non era una domanda che avrebbe potuto sentire ogni giorno.”Non gli date da mangiare?” ribadisco con più insistenza. Stavolta l’addetto risponde. “Non gli si può dare da mangiare”. Non ho avuto il tempo nemmeno di contare fino a dieci, che la mia intolleranza animalista ha preso il sopravvento. “E così questi animali devono stare rinchiusi qua ammassati e senza cibo, a soffrire, attendendo che qualche assassino se li porti a casa per finirli completamente?”. Silenzio di tomba tra gli interlocutori. “E lei signora, non pensa che questi esseri viventi ormai morti che attende di comprare, abbiano sofferto tanto? Soffrono come noi” dico a una vecchina col numero in mano che annuisce in silenzio. “E’ uno schifo”. Mi allontano sconcertata. Piena di rabbia. Possibile che nel 2011 si debba ancora ricorrere all’uccisione degli altri animali che popolano il pianeta per vivere?Ritornando alla prerogativa di alcuni supermercati tipo Coop di vendere animali vivi (se resistono senza cibo).. tutto questo può determinare un maltrattamento animale.

Il maltrattamento di animali, in diritto penale, è il reato previsto dall’art. 544-ter del Codice Penale ai sensi del quale: 1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. 2. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. 3. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell’animale.

Credo che catturare animali acquatici, trasportarli in containers in giro per l’Italia, venderli ai supermercati lasciandoli giorni interi in acquari SENZA CIBO determini molta sofferenza per questi esseri viventi infrangendo dunque il diritto di esistenza. Sofferenza che andrebbe annullata. Perchè siamo esseri umani, non bestie.

Mi rivolgo alle associazioni animaliste: cercate di fare qualcosa, una petizione, una campagna, una ribellione, per fermare tutto questo! Gli animalisti collaboreranno tutti.

Mi rivolgo ai Supermercati Coop: trattate meglio i barattoli di pelati a 99 centesimi che gli esseri viventi che vendete come schiavi..    ”La coop sei tu”. No, la coop non sono io perchè io i pesci li voglio VIVI nel loro habitat.

E mi rivolgo anche a chi, in pescheria ci va per comprare i miei fratelli animali, vivi , morenti o morti che siano: vergognatevi, siete lo scempio della sensibilità umana!!!

Segui la protesta mail verso Coop attivata su Facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=136733823070214

°° Anche i tatuaggi celano maltrattamento animale °°

Nel 21esimo secolo i tatuaggi sono diventati una forma di espressione artistica sulla pelle, dei simboli da sfoggiare carichi di significato (in molti casi) ma nelle peggiori delle ipotesi sono semplice ornamento corporeo fatto d’inchiostro. Tutte le volte che andiamo da un tatuatore, facciamo molto caso all’igiene del locale, alla sterilizzazione degli attrezzi, al costo e alla capacità artistica di chi lascerà un segno indelebile sul nostro corpo. Ma invece, non chiediamo mai al nostro tatuatore se anch’egli ha contribuito o no al maltrattamento degli animali. Vi chiederete, “come fa un tatuatore a maltrattare un animale?”

http://www.vogliaditerra.com/blog/wp-content/uploads/2007/10/maiale21.jpg

I tatuatori in erba, devono applicare le loro capacità sulla pelle, per testare il loro livello di bravura con aghi & Co. Sicuramente nessuno vorrebbe mai farsi fare un tatuaggio da un tatuatore che non ha mai provato a farne uno per non rischiare di avere uno scempio. Per questo motivo, essendo necessaria l’epidermide, i tatuatori utilizzano i maiali per TESTARE LA LORO ARTE. I maiali vengono stesi sul lettino o a terra, sedati, depilati e per ore ed ore vengono costretti a provare dolore tra aghi e personale che li tiene fermi. La loro pelle viene tatuata in base alla fantasia del tatuatore. Poi, finito il “lavoro”, l’artista contempla la sua opera bene o mal riuscita, e l’animale con ancora evidenti segni d’ago sulla schiena, viene mandato in dietro da chi l’ha ceduto per poche ore, come un oggetto. Tutto questo è assurdo. Davvero ogni minima stupidaggine cela dietro maltrattamento animale. perchè di questo si tratta. Non solo l’animale viene prima sfruttato, poi viene anche ucciso.

Esistono tatuatori che non si abbassano a tanto. C’è infatti chi chiede a volontari umani di testare la propria arte facendo un tatuaggio gratis, in modo che sia un favore reciproco. Non contribuite con i vostri soldi e la vostra pelle al maltrattamento dei maiali. Cercate un tatuatore cruelty free.

°° LECCE : Aura, cagnolina bruciata viva °°

 
Aiutateci a far punire chi l’ha ridotta così!!!
 
 
Aura è una cucciola di soli 6 mesi alla quale è stato dato fuoco per puro divertimento, questa mattina Aura a fronte di enormi ed inutili sofferenze è morta, il dolore che accompagna questa notizia è incommensurabile, la nostra reazione deve essere forte ed imponente, protestiamo con tutta la rabbia che il dolore non può e non deve lasciare inespressa a fronte dell’indifferenza agli abusi e le torture che vengono inflitte agli animali da parte delle pubbliche amministrazioni, grazie a tutti.
Riccardo

MESSAGGIO DA INVIARE
A:
sindaco@comune.trepuzzi.le.it,
segretariogenerale@comune.trepuzzi.le.it,vigili@comune.trepuzzi.le.it,
ambiente@comune.trepuzzi.le.it

CC:
presidenza@provincia.le.it,
smanca@provincia.le.it

OGGETTO: indignazione per quanto successo ad
AURA, cagnina bruciata viva

Spett.le Sindaco,

Le scrivo in merito a
quanto successo nel Comune da Lei amministrato, in quanto ritengo sia
inaccettabile che dei ragazzi – annoiati – diano fuoco ad un povero
cane VIVO.
Le chiedo pertanto di prendere seri provvedimenti verso i
responsabili di questa crudele atrocità, sanzionando loro (od i
genitori nel caso i responsabili siano minorenni) con il massimo
dell’ammenda prevista dalla legge 189/2004 che stabilisce, secondo Art.
544-bis. del Codice Penale – (Uccisione di animali) che "Chiunque, per
crudeltà o senza necessità,
cagiona la morte di un animale è punito con
la reclusione da tre mesi a diciotto mesi."
L’impegno da parte Sua e
da parte delle Autorità preposte sarebbe una grande
dimostrazione di
civiltà, un esempio da seguire in ogni città italiana.

Confidando in
un Suo accoglimento favorevole di questa richiesta, porgo
Cordiali
Saluti
NOME, COGNOME, CITTA’

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